comitato - progetto ruotolo contro le mafie

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Comitato "Rocco Ruotolo"

Vorrei ringraziarvi tutti per il sostegno morale che mi avete dato e di conseguenza all'idea che ho proposto: un progetto con i cittadini, per i cittadini.
Siamo schietti: in Italia, quando tutto va bene e si è sulla cresta dell'onda tutti si avvicinano e ti sostengono, ma appena un soffio di vento ferma l'onda quasi tutti si allontanano e rimangono solo le persone che hanno dignità e senso di responsabilità: le persone vere. Per il Comitato cerco appunto "persone vere". In questi anni, in questi mesi ne ho viste e sentite di tutti i colori ma credo che la mia idea, la nostra idea, possa essere vincente.
Parlando con tanti imprenditori, cittadini, ci si accorge di come questo Paese, ha a cuore solo gli interessi dei grandi gruppi e delle caste, comprese alcune associazioni che - libere per denominazione ed autonome e indipendenti per statuto - dovrebbero sostenerci. Ho letto di fatturati milionari di alcune di queste e sempre più spesso mi sono chiesto: «Ma cosa ci fanno con i soldi?».
Negli ultimi tempi sono stati registrati accuse ed addirittura arresti e  processi a carico di tanti che, invece di combattere l'usura, chiedevano mazzette. Per ora non faccio nomi, ma i bilanci li trovate su internet e sfogliando riviste come "L'Espresso" di qualche anno fa si trovano notizie esaurienti.
In tal senso avrò modo di raccontare anche la storia di come certe associazioni spesso ci allontanano e di come per incontrare alcuni di loro bisogna ricorrere a sotterfugi meschini. Un autentico bluff!
Io non sono un santo, ma ho combattuto e mi batto contro le ingiustizie macroscopiche. In Veneto, se le banche mi avessero aiutato a terminare il mio progetto e se nel 2007 le associazioni di categoria avessero sostenuto l'imprenditoria padovana, io ed altri non avremmo incontrato i "casalesi.
Stando così le cose, una domanda sorge spontanea: Confcommercio, Confesercenti, SOS Impresa, Libera e tante altre associazioni, come aiutano chi ha bisogno? Non dovrebbero avere dentro il fuoco della libertà, del sostegno a chi è in difficoltà? Ha senso pensare ancora che tali organizzazioni possano aiutare i cittadini?
Noi testimoni di giustizia o persone in difficoltà diventiamo le loro bandiere per progetti e slogan di circostanza, per conquistare e mantenere una certa immagine all'occhio dell'opinione pubblica meno informata, ma spesso nemmeno ci conoscono dimostrando in tal modo di seguire la "logica del limone spremuto".
Potrei raccontare la mia storia, di come le mie interviste sono state utilizzate in convegni di associazioni di categoria e in scuole dove  nemmeno mi conoscevano e spesso non volevano incontrarmi.
La verità è che in questo Paese si vuole distruggere la piccola impresa, il commercio, l'artigianato e questo progetto viene da lontano.
Una volta un sindacalista disse: «Dobbiamo creare strutture di grandi dimensioni perché l'interlocutore con cui trattare è unico. E' meglio la Fiat che un milione di piccole imprese. Quindi dobbiamo sperare che avvenga e i piccoli chiudano». Un politico affermò: «Il problema dell'Italia sono le piccole imprese, con loro è difficile controllare il voto». Si tratta di affermazioni di quasi 20 anni or sono, ma attuali.
D'altra parte, cosa hanno fatto i governi? Hanno distrutto le piccole imprese, costretto di fatto i titolari a chiudere le attività ed inducendoli spesso al suicidio. Non si tratta di una mia personale convinzione. N ell'aprile 2012,  in occasione della missione in Veneto, la  "Commissione parlamentare antimafia" ha rilevato nella relativa relazione ufficiale - inserita negli atti parlamentari presenti in internet - che il  P refetto di Padova «ha evidenziato che sul territorio esiste una scarsa consapevolezza dei rischi di penetrazione della mafia nell’economia, in ragione del fatto che gli imprenditori ritengono ingenuamente di potersi servire dei mafiosi per superare il momento di crisi quando, per contro, finiscono per rimanere complete vittime con la perdita del controllo delle aziende». In questo contesto, lo stesso Prefetto «ha fatto riferimento alla decina di suicidi di piccoli imprenditori ed artigiani a lt Padova, lasciando intendere che dietro queste tragedie possa esservi stata una presa di consapevolezza tardiva del meccanismo sopra descritto».
Questa la versione di autorevole fonte istituzionale!  Bando alle ipocrisie dei falsi profeti, dunque! Se il nostro Paese è ancora in piedi lo deve alle piccole imprese. Se entro il prossimo anno dovessero chiudere altre imprese, diciamo un altro milione, l'Italia sarà sommersa dalla disoccupazione e dalla miseria.
Io a Padova ho combattuto il racket e l'usura, ho lottato contro soggetti provenienti dalla Campania e collegati ai camorristi casalesi grazie alla sensibilità umana e alla capacità professionale di un grande Pubblico Ministero e di grandi uomini della DIA, la "Direzione Investigativa Antimafia". Devo ringraziarli perchè mi hanno dato forza ed energia quando volevo arrendermi.
I "casalesi" che operavano al Nord attraverso la concessione di prestiti ad usura a piccoli imprenditori con l'obiettivo finale dell'accaparramento delle loro aziende  avevano raggirato circa 150 soggetti. Quando sono stati avviati i processi meno del 10% degli operatori  economici locali che erano stati coinvolti si costituì  parte civile. E le indagini che alla fine hanno portato a condanne - anche per associazione di tipo mafioso - per 240 anni di carcere in primo grado di giudizio sono partite dalle denunce di una sola persona: il sottoscritto, che veneto non è ! Indice, questo, di una grave e diffusa omertà ambientale che ha costituito il terreno fertile per i malfattori! Fatti, non opinioni, altro che storie!

E allora è bene che ci si convinca che certe anomalie non le eliminano i politici, le associazioni, le confederazioni: le fanno superare i cittadini comuni - anche singolarmente è proprio il caso di dire -  prendendo coscienza del fatto che questo Paese appartiene a noi e noi possiamo decidere insieme il nostro destino impegnandoci ogni giorno. Se facciamo così cambiamo anche le associazioni, la politica, le confederazioni, miglioriamo prima di tutto noi stessi. Quando la politica avrà uomini e donne con il senso dello Stato, allora le cose cambieranno. Quando le associazioni e le confederazioni avranno uomini e donne con il senso della giustizia sociale, allora le cose cambieranno. Quando noi cittadini avremo una visione comune della società,  la società potrà andare a gonfie vele.
Vorrei aggiungere che il comitato vuole ispirarsi ai grandi uomini e ricordare alcune loro frasi.




Mahatma Gandhi

"Mantieni i tuoi pensieri positivi
Perché i tuoi pensieri diventano parole
Mantieni le tue parole positive
Perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti
Mantieni i tuoi comportamenti positivi
Perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini
Mantieni le tue abitudini positive
Perché le tue abitudini diventano i tuoi valori
Mantieni i tuoi valori positivi
Perché i tuoi valori diventano il tuo destino.

Martin Luther King

Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate,
ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla.






John Fitzgerald Kennedy

Senza voler togliere nulla a quel genere di coraggio che porta alcuni uomini a morire, non dobbiamo dimenticare quegli atti di coraggio grazie ai quali gli uomini vivono; il coraggio della vita quotidiana è spesso uno spettacolo meno grandioso del coraggio di un atto definitivo, ma resta pur sempre una miscela magnifica di trionfo e di tragedia...
Un uomo fa il suo dovere, a dispetto delle conseguenze personali, nonostante gli ostacoli, i pericoli e le pressioni, e questo è il fondamento della moralità umana; in qualsiasi sfera dell'esistenza un uomo può essere costretto al coraggio, quali che siano i sacrifici che affronta seguendo la proprio coscienza: la perdita dei suoi amici, della sua posizione, delle sue fortune e persino la perdita della stima delle persone che gli sono care.
Ogni uomo deve decidere da sé stesso qual è la via giusta da seguire; le storie che si raccontano sul coraggio degli altri ci insegnano molte cose, possono offrirci una speranza, possono farci da modello, ma non possono sostituire il nostro coraggio... per quello ogni uomo deve guardare nella propria anima.



[Mandela in prigione, nella visione di François Pienaar]
Dalla notte che mi avvolge,
nera come la fossa dell'Inferno,
rendo grazie a qualunque Dio ci sia
per la mia anima invincibile.
La morsa feroce degli eventi
non m'ha tratto smorfia o grido.
Sferzata a sangue dalla sorte
non s'è piegata la mia testa.
Di là da questo luogo d'ira e di lacrime
si staglia solo l'orrore della fine.
Ma in faccia agli anni che minacciano,
sono e sarò sempre imperturbato.
Non importa quanto angusta sia la porta,
quanto impietosa la sentenza,
io sono il padrone del mio destino,
il capitano della mia anima.

Giovanni Falcone
Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa,
chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.







Paolo Borsellino

La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale
che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà
che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza,
della contiguità e quindi della complicità.




Vorrei che il Comitato fosse composto da uomini e donne che sappiano immaginare una società diversa, dove chiunque possa realizzare le proprie idee, una società dove associazioni e comitati siano sempre al fianco dei più deboli anche quando sbagliano. Uomini e donne che modellano il presente per un futuro migliore dove chi viene è spronato a fare sempre meglio e ad esserci grati!
I primi a far parte del comitato sono stati:

1 - Il professor Enzo Guidotto, docente e preside in scuole superiori, già consulente della Commissione parlamentare antimafia e membro del «Comitato Nazionale 'Scuola e Legalità'» del Ministero della Pubblica Istruzione, presidente dell' «Osservatorio veneto sul fenomeno mafioso» e presidente onorario dell'associazione «Ossermafia  Italia - Uniti in memoria di Paolo e Agnese Borsellino», creata dai familiari e dai parenti del magistrato e della moglie .
2 - Il dottor Elvio Di Cesare, segretario dell'Associazione Antonino Caponnetto.

Per proporre la vostra candidatura, riempite il form e inviatelo.
Grazie a tutti.

Rocco Ruotolo







 
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